martedì 22 novembre 2011

Lolita


"Lolita" di Nabokov Vladimir


Ossessione. Passione. Possessione. Amore? Si può amare una persona nutrendo un sentimento morboso fino a diventare ossessivo? La mia risposta è si. L’ amore è ricco di sfaccettature, alcune anche malate, forse è proprio questo il caso. Humbert, uomo ormai con una vita ben formata alle spalle, farebbe di tutto per Dolores, la SUA Lolita. La sua Musa, la sua dea che domina i pensieri e soprattutto i sogni.  Se dovessimo denunciare la storia di questo libro, potremmo denunciarla per pedofilia, ed è così che infatti siamo abituati a chiamarla, ma non so. Humbert è davvero solo questo? Un pedofilo? Se davvero così fosse, chi mi spiega perché nonostante tutto, dopo aver letto il romanzo, di Humbert nei miei pensieri rimangono delicatezza e fascino ? Probabilmente Nabokov con la sua scrittura - che a volte diventa pura lirica -  narra i fatti velatamente, senza mai scadere nella volgarità.
Definirei il romanzo inquietante, ma bellissimo. Nabokov ha una scrittura penetrante, poetica ed è in grado di emozionare il lettore. Vi consiglio davvero di gustarvi questo libro. Qui di seguito L’incipit:
“Lolita luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta delle lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti.
Ma tra le mie braccia era semplicemente Lolita”.

Di Lolita sono stati girati due film: il primo nel 1962 diretto da Stanley Kubrick e l’altro più recente del 1997diretto da Adriane Lyne.

(Nabokov Vladimir, “Lolita”, pp. 395, Adelphi euro 11,00)

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