venerdì 28 ottobre 2011

Muriel Barbery

Muriel Barbery (Casablanca, 1969) è una scrittrice francese. Allieva dell'École Normale Supérieure è stata docente di filosofia presso un Institut universitaire de formation des maîtres (Istituto universitario di formazione degli insegnanti).
  • Une gourmandise, Gallimard, 2000, 145 p.  ("Estasi culinarie", Edizioni e/o, 2008, traduzione di Emanuelle Caillat e Cinzia Poli, precedentemente edito come Una golosità, Garzanti, 2001, 123 p.). Premio per il miglior libro di letteratura gastronomica, Prix Bacchus-BSN
  • L'Élégance du hérisson, Gallimard, 2006, 359 p. (L'eleganza del riccio, Edizioni e/o, 2007, 384 p., traduzione di Emanuelle Caillat e Cinzia Poli) vincitore di diversi premi, tra i quali il Premio Georges Brassens 2006, il Premio Rotary International, il Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi.

giovedì 27 ottobre 2011

Il Profumo



Il Profumo- Pofumo Storia di un assassino
“Ogni profumo raccoglie tre accordi: l’accordo di testa, di cuore e infine di base”.
Le sensazioni olfattive rappresentano le fondamenta di questo romanzo. Patrick Süskind ci narra la storia di Jean – Baptiste Grenouille, un ragazzo privo di sentimenti, dotato di un olfatto fuori dal comune, per mezzo del quale riesce a catturare l’anima di tutto ciò che annusa. Grenouille vive nel diciottesimo secolo in Francia, precisamente a Parigi, che in quel periodo era sopraffatta da un odore nauseabondo, a causa della mancanza d’igiene.
Respinto dalla madre già nel suo primo giorno di vita e affidato inizialmente a una balia che si rifiuta di crescerlo, il piccolo viene portato da madame Gaillard che lo terrà con sé fino all’età di otto anni, come era solita fare con tutti gli altri bimbi orfani. Dagli otto anni, Grenouille inizia a lavorare in una conceria e, dopo molto tempo trascorso in perfetta schiavitù, decide di voler scoprire il mondo sperimentandone gli odori. Subito attratto dal mestiere di profumiere e sapendo di essere perfettamente in grado di esercitarlo, inizia a fare pratica da Giuseppe Baldini, noto profumiere di Parigi, il quale gli insegna i segreti delle essenze e il modo corretto di creare fragranze. Jean- Baptiste però, spinto dal desiderio di catturare ogni tipo di odore, lascia la profumeria e continua altrove a sperimentare. Il suo scopo è uno ed è chiaro: creare un profumo che arrivi al cuore delle persone e le domini. Il suo obiettivo gli permetterà di mettere in campo ogni arma, arrivando ad uccidere venticinque ragazze, esclusivamente per servirsi del loro profumo.
Nel 2006 Tom Tykwer porta questo romanzo nelle sale cinematografiche con il titolo “ Profumo- storia di un assassino”. Lavoro difficilissimo per il regista che si torva di fronte un caso editoriale di gran successo, ma soprattutto ha davanti un compito quasi impossibile, quello di riportare attraverso le immagini gli odori del mondo che affascinano Grenouille, interpretato da Ben Whishaw.  Tykwer sceglie tutti nomi conosciuti nel mondo del cinema: Dustin Hoffman, Rachel  Hurd- Wood, Corinna Harfouch, Alan Rickman.
Il protagonista non è certo il Grenouille che il lettore s’ immagina leggendo il libro, Süskind sottolinea tante volte la bruttezza del ragazzo, quasi a farlo sembrare deforme, ma nel film, i lineamenti delicati di Ben Whishaw, lasciano perplessi gli amanti del romanzo. Il regista si prende un po’ di libertà in alcune scene, sembra quasi che voglia addolcire i delitti che compie Grenouille; nell’uccisione della prima vittima infatti, al contrario delle righe di Süskind, Jean Baptiste soffoca la ragazza involontariamente, l’intento era quello di non farla urlare di fronte ad alcuni passanti, ma nel romanzo è ben descritta la volontà del protagonista di metterle le mani al collo e strozzarla per impossessarsi del suo profumo. Altre scene differiscono come la morte della titolare dell’orfanotrofio: l’autore spende per madame Gaillard qualche riga, raccontando della sua malattia tumorale durata anni e che sfiorati i novanta la porterà a morire in solitudine, mentre Tykwer la “liquida” con una morte veloce a seguito di una rapina, immediatamente dopo aver venduto Grenuoille al padrone della conceria. Il regista vuole evidentemente concentrarsi sulla morte di tutte le persone che hanno avuto a che fare per lungo tempo con Jean Baptiste.
Un capolavoro della letteratura quindi, che non può passare di moda e un film che vale la pena vedere.
(Patrick Süskind, “Il Profumo”, trad. it. di Giovanna Agabio, pp.259 Tea Euro 10,00).

giovedì 20 ottobre 2011

L'eleganza del riccio


Faccia a faccia: “L’eleganza del riccio” e “Il riccio”
 
“ L’abito non fa il monaco” recitava un antico proverbio. Niente di più vero nel film “Il riccio”, trasmesso nelle sale cinematografiche italiane dal 5 gennaio 2010. Tratto dal best seller “L’eleganza del riccio” di Muriel Barbery e diretto da Mona Achache, il film rappresenta il cuore del romanzo, differenziandosi in modo evidente da ciò che fa da cornice alla storia, tanto che la scrittrice ha voluto che il titolo del film non corrispondesse a quello del romanzo. Scenario del racconto è una palazzina di Parigi in via Grenelle, abitata da famiglie borghesi, talmente prese dalle loro abitudini, da non riuscire a ricordare nemmeno il nome della portinaia, che svolge il suo lavoro da ormai ventisette anni: Renée; una donna introversa, invisibile agli altri e a se stessa, che ama rifugiarsi nei suoi libri per viaggiare con la mente e allontanarsi dalla guardiola piccola e inospitale in cui vive. Dalla mente particolarmente astuta e geniale è Paloma, altra protagonista in scena. Di famiglia borghese, la piccola undicenne insoddisfatta e creativa, progetta di suicidarsi il giorno del suo dodicesimo compleanno, perché considera la vita “uguale a una boccia di vetro per pesci rossi”. Renée e Paloma, dapprima distanti, diventano inconsapevolmente l’una la forza dell’altra. Soltanto con l’arrivo del nuovo inquilino giapponese Kakuro, Renée abbandonerà l’aspetto che fino allora ha voluto mostrare agli altri, per far emergere la personalità delicata ed elegante che realmente le appartiene
Scelte con cura da Mona Achache, le due protagoniste: Josiane Balasko  nel ruolo di Renée e Garance Le Guillermic in quello della piccola Paloma,  si calano perfettamente nelle parti, rappresentando due mondi estremamente diversi. Dopo aver letto il romanzo unico nel suo genere, si rimane un po’ delusi nel vedere il film: mancano personaggi minori, passaggi ironici e flash back che affascinano nel libro. Il lavoro di Mona Achache non deve essere stato facile, tanto che – scelta consapevole o forzata- nella trasposizione i cambiamenti sono sostanziali. Il diario di Paloma viene trasformato in una videocamera, anziché scrivere, l’attrice Garance Le Guillermic filma la superficialità degli adulti prima del suicidio. Se il romanzo è ricco di citazioni, il film ne riprende una sola, che rappresenta un momento significativo nell’incontro tra Renée e Kakuro : “ tutte le famiglie uguali si somigliano, ma ogni famiglia infelice è infelice a modo suo” ( incipit di “Anna Karenina”, celeberrimo romanzo di Lev Tolstoj ). Nel film la storia è resa più fluida dal rapporto che si crea tra le protagoniste. Lodevole quindi Mona Achache, che con questo film d’esordio, ha saputo creare una pellicola emozionante, “liberamente ispirata a L’eleganza del riccio”, come direbbe la scrittrice Muriel Barbery, la quale dichiara libro e film troppo differenti per avere lo stesso titolo e che soprattutto si ritiene indignata con la società Eagles Pictures, per essersi rifiutata di pubblicare la dicitura “liberamente ispirato a” sulla locandina italiana.
(Muriel Barbery, “L’eleganza del riccio”, Traduzione di Emanuelle Caillat e Cinzia Poli, pp. 318 edizioni E/O Euro 18.00; Mona Achache , “Il riccio”, Eagle Pictures distribuzione)

venerdì 7 ottobre 2011

Fabio Volo

Fabio Volo, pseudonimo di Fabio Bonetti (Calcinate, 23 giugno 1972), è uno scrittore, attore, conduttore radiofonico, televisivo e doppiatore italiano 


          Romanzi:
  • Esco a fare due passi (2001)
  • È una vita che ti aspetto (2003)
  • Un posto nel mondo (2006)
  • Il giorno in più (2007)
  • Il tempo che vorrei (2009)
  • Le prime luci del mattino (2011)
    Racconti
  • Dall'altra parte del binario - Corriere della Sera (Corti di Carta) - (2007)
  • La mela rossa - Corriere della Sera (Corti di Carta) - (2008)
  • La mia vita - Corriere della Sera (Inediti d'autore) - (2011)

    Cinema 

  • Casomai (2002), regia di Alessandro D'Alatri
  • Playgirl (2002), regia di Fabio Tagliavia - Cortometraggio
  • La febbre (2005), regia di Alessandro D'Alatri
  • Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi (2007), regia di Giovanni Veronesi
  • Uno su due (2007), regia di Eugenio Cappuccio
  • Bianco e nero (2008), regia di Cristina Comencini
  • Matrimoni e altri disastri (2010), regia di Nina Di Majo
  • Figli delle stelle (2010), regia di Lucio Pellegrini
  • Niente paura (2010), regia di Piergiorgio Gay
  • Il giorno in più (2011), regia di Massimo Venier