giovedì 23 febbraio 2012

L'altra verità. Diario di una diversa


 Hanno cercato di strapparle via i ricordi, le passioni, l’ identità, ma il loro fallimento è dato dalla grandezza di questa poetessa. Righe taglienti, ma allo stesso tempo soavi. Alda Merini non ha avuto una vita facile e quei dieci lunghi anni in manicomio, raccontati nel libro, rafforzano il coraggio di una donna che ci ha insegnato molto.  Difficile definire persone gli individui con i quali la poetessa ha avuto a che fare negli anni di internamento. Questo libro non è una trama costruita perfettamente per suggestionare i lettori, bensì è realtà. La realtà è un incubo e  l’incubo ha un nome: ospedale psichiatrico Paolo Pini.
“Se fossi completamente guarita mi ergerei a giudice, e condannerei senza misura. Ma molti, tutti, metterebbero in forte dubbio la mia sincerità, in quanto malata. E allora ho fatto un libro, e vi ho cacciato dentro la poesia, perché i nostri aguzzini vedano che in manicomio è ben difficile uccidere lo spirito iniziale, lo spirito dell’infanzia, che non è, né potrà mai essere corrotto da alcuno.”

Alda all’interno di questo “luogo della morte” trova l’amore , trascorre dei giorni felici, riacquista la speranza, ma basta poco in un luogo così a ricadere nel baratro, soprattutto se i medici trasferiscono l’unico motivo che la spinge ad andare avanti in un altro ospedale. Nessuno però può soffocare i sentimenti di una donna che ha tanto da donare e così con una macchina da scrivere tra le mani, le parole colorano velocemente la distesa bianca del foglio e l’animo esplicita la sua voglia di vivere. La speranza ora rivive in quelle parole e nella voglia di incontrare di nuovo il suo grande amore Pierre. Non rimane che salvarsi da un luogo così.
“Il manicomio non è correzionale. Ognuno che vi entra vi porta i suoi valori sostanziali e ve li conserva gelosamente. Così ho fatto io a dispetto di tutti i vituperi  e di tutti gli elettroshock”.

La Merini scrive chiaramente che la conclusione di tutta questa dolorosa esperienza è che la pazzia non esiste e che è triste ammettere che il vero manicomio l’ ha vissuto  fuori,  quando ha affrontato il giudizio delle altre persone e  la loro  cattiveria.

(Merini Alda, L’altra verità- Diario di una diversa, pp.158. Rizzoli ,euro 8.40)

Viviana Zechini